Faresia

La città dei miei pensieri ha angoli di tenebra e luci splendenti e lontane. In alto, in alto, qualcosa accade – nelle vite degli altri – mentre io mi stringo nel freddo della mia mente, a cercar fuoco dove non se ne trova.

Al nome della città di “Faresia” sono legato da anni. Protagonista di un romanzo dimenticato (da tutti come da me stesso), la città mi vive ancora dentro, come simbolo di una vita in cui tutto è tremendamente distante. Nelle sue vie, mi vedo ancora come un’ombra, un passante che cerca disperatamente di scrivere qualcosa che sia luce.

Da qui, la necessità di buttare giù queste righe e provare – di nuovo – a espormi, a mostrare quel che sono e sono stato, a scoprire pian piano quello che sarò, se questi interventi mi accompagneranno nei mesi o negli anni.

Spero dunque che chiunque mi legga possa trovare piacevole la mia compagnia e possa starmi accanto, mentre mi muovo tra viaggi immaginati, lezioni scolastiche, musica monotona, sogni taciuti, amore domestico e speranze tremanti.

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